Si è concluso Parlami di te, un progetto rivolto alle adolescenti, ospiti di Casa Thevenin, che ha attivato una serie di atelier creativi tematici basati su metodologie di didattica attiva e sulla sperimentazione e la ricerca personale.
Il percorso, ideato e realizzato da Ilaria Gradassi, è nato dalla forte volontà della Fondazione di proseguire una collaborazione avviata negli anni passati, per offrire alle minori ospiti della struttura occasioni di incontro e di crescita emotiva.
Parlami di te si è sviluppato in quattro atelier tematici, ciascuno dei quali è stato prima di tutto spazio di incontro, dialogo, confronto a partire dalla lettura, l’analisi e l’osservazione di illustrazioni di albi illustrati che offrissero stimoli sui temi della memoria, del sé e delle relazioni.
A partire da queste suggestioni è stato proposto alle giovani partecipanti di recuperare ricordi, vissuti e emozioni da tradurre in una sintesi creativa: infatti le immagini che conserviamo dentro di noi non solo ci danno la possibilità di creare uno speciale, intimo, autentico contatto con persone, oggetti, esperienze, informazioni e di custodirne il ricordo, ma, oltre questo, l’atto di trasformarli in segni, in tracce creative, permette di accostarsi ad aspetti di sé ed emozioni e di rielaborarle.
Filo rosso degli atelier, dunque, il racconto di storie personali narrate attraverso una vera e propria collana di nuovi libri-oggetto realizzati a mano in copia unica.
Disegno, collage, assemblage hanno consentito di scoprire le sorprendenti possibilità del linguaggio iconografico, suggerendo di sperimentare e potenziare abilità spesso ignorate o inutilizzate.
Alcuni atelier hanno previsto che ogni partecipante lavorasse individualmente, conducendo un percorso di indagine su uno o più aspetti del proprio vissuto e racchiudendolo tra le pagine di un libro personale. In altri atelier, invece, i ragazzi sono stati incoraggiati a distaccarsi dal proprio universo personale, ad aprirsi l’uno con l’altra e a sperimentare processi empatici, condividendo scelte e diventando co-autori di storie e di libri collettivi, frutto della relazione e del confronto.
Il progetto ha voluto offrire ai destinatari un’occasione per rintracciare e valorizzare il contenuto della propria cassetta degli attrezzi e del proprio potenziale comunicativo: i libri realizzati nel percorso restituiscono in effetti la sensibilità e l’originalità dei ragazzi, la complessità delle loro storie e i loro “progetti di sé”. I giovani partecipanti non si esprimono necessariamente con sequenze narrative, ma anche con forme espressive e di racconto non convenzionali, che rimandano ad atmosfere in cui, talvolta, le immagini raccontano ciò che le parole non riescono ad esprimere. Immagini e parole si intrecciano in una serie di esperimenti di rielaborazione visiva incentrati sul dialogo: tra i ragazzi, tra le immagini, tra le parole, ma anche tra i ragazzi le immagini e le parole.

L’operatrice
Ilaria Gradassi è laureata in lettere moderne, ha iniziato a disegnare da autodidatta.
Realizza illustrazioni e libri fatti a mano, utilizzando tecniche di stampa manuale, collage, disegno in digitale su tavoletta grafica, anche mescolandole tra loro. Ha realizzato alcune copertine (ed. Fuorionda/Junior) e illustrazioni (ed. Marsilio) per libri editi. Ha vinto diversi premi per i suoi libri d’artista e ha partecipato ad alcune collettive.
Cura dal 2000 laboratori per bambini e ragazzi.